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sabato 30 gennaio 2021

Un vassoio è per sempre

 

Questo vassoio ha una lunga storia di colazioni nel lettone della mamma e del papà, di merende sul divano davanti ai cartoni animati di Italia 1, di letture e scritture serali a letto prima di addormentarsi. E' il vassoio che ci accompagna di casa in casa e ecco perchè nel titolo l'ho voluto omaggiare come se fosse un diamante! Ma dopo tanti e tanti anni di onorato servizio aveva proprio bisogno di una sistemata, innanzitutto di un consolidamento strutturale (come si può vedere dalla prima foto).

Per prima cosa ho decorato il piano disegnando le classiche righe e usando uno dei miei stencil preferiti in doppia posizione per conferire movimento e profondità al disegno. La cornice è stata trattata con polvere saltawash per un effetto materico e tridimensionale e  poi con un lavaggio molto leggero. Sul bordo superiore ho incollato un fregio piatto che ingombra poco lo spazio disponibile, ma che aggiunge una nota romantica all'oggetto. Ma la vera novità è stata la colata di resina epossidica a contatto alimentare per proteggere la superficie del piano. Adesso il vassoio è adatto per mangiarci e facile da pulire ma è molto più leggero e comodo che se avessi usato il vetro. COLORI USATI - tutto MON REVER: Verde salvia, Lavanda, Moon grey e Dark smoke. Usare in abbinamento i colori della Mon Rever è sempre molto divertente e di grande soddisfazione: ho notato che il lavaggio con il Dark smoke ha reso omogeneo il lavoro in maniera davvero incredibile; non pensavo che un grigio così scuro e un verde pastello potessero richiamarsi e legarsi così bene insieme.









venerdì 8 gennaio 2021

Omaggio a Charles Dickens - Lo spirito del Natale presente

Dopo il post dedicato ai Natali passati con una carrellata di foto dei lavori degli anni scorsi, questa raccolta di foto è tutta per il Natale presente con una mise en scène  creata appositamente per il 2020; e vista la situazione attuale ho pensato che il nero fosse il colore più adatto per questo strano Natale! La scatola per i biscotti è una libera interpretazione delle scatole vintage che si vedono in giro sul web; mi hanno sempre ispirato tantissimo e con alcuni piccoli accorgimenti sono riuscita a replicarla benissimo! L'alberello piumato ha come base il contenitore di una normalissima candela Ikea che ho dipinto di nero e opacizzato con un protettivo liquido; le piume sono state trovate su amazon tanti anni fa, giacevano sepolte in una cassa in attesa di essere utilizzate nel modo giusto e ora credo di avergli trovato lo scopo perfetto. La scatola di latta è il riciclo di un barattolo di pelati di quelli usati nelle cucine dei ristoranti e che ho decorato in stile dark e con un leggerissimo tocco di cera dorata.

Christmas is black!











Omaggio a Charles Dickens - Lo spirito dei Natali passati

Con questo primo post inizia una triade  per omaggiare il più famoso racconto di Natale. Questo prima galleria di lavori la voglio dedicare ai Natali passati perchè c'è tutto ma proprio tutto quello che mi piace: la carta profumata dei vecchi libri nei coni della ghirlanda "Dahlia", l'effetto ruggine che sto imparando a padroneggiare, le stoffe del patchwork e il pannolenci morbido e caldo, il legno vecchio e sbiancato dei nostri laghi intrecciato con corde, pigne e biscottini di zenzero...e le luci! Tante luci!

VILLAGGIO DI NATALE IN PANNOLENCI E STELLE PATCHWORK

PANNELLO IN PANNOLENCI E GHIRLANDA DAHLIA
PANNELLO DECORATIVO EFFETTO RUGGINE


CORNICE CON LEGNI DI LAGO, PIGNE E GINGERBREAD

GHIRLANDA "DAHLIA" CON CONI DI CARTA INVECCHIATA







PANNELLO DECORATIVO EFFETTO RUGGINE

domenica 29 novembre 2020

Rufus e Ginny

 

Anche se siamo in pieno periodo natalizio questo è un lavoro che non c’entra niente o meglio…è comunque un regalo ma non natalizio. E’ il regalo chiesto per il compleanno dei micetti di Emma mia nipote e quindi un po’ di Natale forse c’è lo stesso. Le cucce di Ginny e Rufus erano cassetti di un comodino ormai spaiato e che quindi aspettavano un riuso diverso. L’alzatina è stata creata con un foglio di MDF e tagliata con seghetto alternativo nella forma ondulata, per movimentare un po’ l’alzatina ho usato fregi IOD in resina e le gambe sono recuperi di vari scarti di mobili. 







I colori mi hanno dato un po’ da fare; inizialmente avevo provato con altri tonalità ma alla fine ho ricolorato tutto con byzantine di Autentico e verde salvia di Mon Rever, decisamente più gradevoli nell’insieme che stava venendo fuori piano piano. I nomi e la sagome dei gattini sono stati fatti a mano libera (e si vede!) e le cassette sono state patinate con cera prima trasparente e poi metallica nelle tonalità bronzo e silver. Cuscini imbottiti e un paio di bottoni rivestiti hanno concluso il lavoro che Ginny e Rufus sembrano gradire molto! 





mercoledì 8 febbraio 2017

Hygge e la ricerca della felicità


HYGGE: sono incappata per caso in questa parola strana e sconosciuta che mi ha subito incuriosito e da qualche giorno sto leggendo qua e là articoli e post su cosa è e cosa vuol dire "hygge". Intanto ho capito che non c'è traduzione letterale a questo termine che risale ai primi scritti in lingua danese della fine del XVIII secolo. Da allora lo spirito hygge  pervade tutto lo stile di vita dei popoli del Nord (in primis danesi e norvegesi) fino ad arrivare ai nostri giorni in cui i sondaggisti hanno più volte definito il popolo danese come il più felice del mondo. Forse allora ci converrà fidarci e raccogliere qualche consiglio sullo "star bene"; consigli che poi alla fin fine sono elementari e comuni a tutti i popoli ma forse ultimamente ai più è sfuggita di mano la volontà di rendere ogni giorno un pò più sereno e meno stressante. Per voler essere un po’ più precisi e scendere nel dettaglio hygge è tutto quello che ci fa stare bene: una cena tra pochi amici è hygge, guardare la tua serie tv preferita accoccolati tutti insieme sul divano è hygge, una pausa con un buon libro e una tisana calda e hygge, ascoltare musica soft alla luce di tante candele facendo un bagno caldo nella vasca è hygge.
Per dirla all’anglosassone si potrebbe paragonare la hygge con quella definizione che si sente sempre più spesso: la mindfulness. Con la differenza sostanziale che la hygge è soprattutto condivisione e connessione con gli altri. Mentre la mindfulness è la ricerca soggettiva di un equilibrio personale, la costruzione della hygge è fatta di pluralità e non di individualità. E così per creare la vera serata hygge si aprono le porte e si inventano occasioni di incontro e socializzazione, ma sempre con poche persone fidate con cui sentirsi  sicuri, protetti dal mondo. I nostri momenti migliori sono fatti di  atmosfera e confidenza, connessione e condivisione, relax e coccole.  Hygge sono quei momenti vissuti con figure speciali che possono essere figli e compagni ma anche amici ristretti: momenti vissuti in inverno nelle case riscaldate da una camino o in estate in un giardino colorato.
Sull’entusiasmo  delle mie ultime letture, oggi ho fatto l'esperimento di rendere "hygge" il mio rientro a casa. Certo, il clima grigetto e umidiccio della stagione ha aiutato a ritrovare nel calore di casa un senso di appagamento e di conforto e così con pochissimi elementi mi sono ritagliata una parentisi hyggissima tutta per me! Così ho scartato il mio giornale preferito appena arrivato per posta, ho scaldato una tortina fragrante e con la centrifuga mi sono preparata una spremuta profumata e fresca; a questo punto è bastata la fiammella di una candelina e la musica giusta. In poco meno di mezz’ora ho ricaricato le batterie e la giornata è diventata subito più rilassata e piacevole.
Bevanda Hygge: 1 kiwi, 1 mela, 1 arancia, 1 banana, ½ avocado, 1 carota, ½ limone, niente zucchero.
Lettura Hygge: il nuovo numero di ELLE.
Musica Hygge: playlist spotify “Don’t panic” by PopSugar.

mercoledì 30 novembre 2016

5 +1 COSE CURIOSE SUL GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO

Oggi mi è scappato un post più lungo del solito ma sono sempre stata affascinata da questa festa e leggendo qua e là ho scoperto un sacco di notizie interessanti sul Giorno del Ringraziamento che non voglio più scordare. Cos’è il Giorno del Ringraziamento? Walt Hickey, un giornalista americano, lo definisce un comodo sistema per riconoscere i canadesi che si nascondono tra i veri cittadini americani!

1) IL T-DAY - Praticamente a un mese dal Natale si celebra quella che in America è la festa più sentita e che onora i sentimenti di unità familiare e non. Ogni anno cade in un giorno diverso del calendario (un po’ come da noi per l’ultimo giorno di Carnevale) e si festeggia il quarto giovedì di novembre che quest’anno è il 24.

2) LE ORIGINI - Leggenda vuole che la nascita  del Thanksgiving’s Day risalga al  1620 quando i primi coloni, salpando da Plymouth,  in Inghilterra,  sbarcarono  nel Nuovo Mondo nei pressi di Cape Cod (precisamente in un luogo chiamato Roccia di Plymouth…Che coincidenza!). Lasciarono la patria per sfuggire alla  persecuzione causata delle loro idee religiose integraliste ma giunti in un territorio sconosciuto e ostile, si salvarono  solo grazie all’aiuto dei  nativi americani che  impartirono loro i rudimenti per ottenere il primo raccolto decente, a base di granturco, e per allevare tacchini.  Per rendere grazie a Dio del successo ottenuto e per ringraziare i nativi degli insegnamenti ricevuti organizzarono una festa di ringraziamento (thanksgiving). Questa  vicenda, tra storia e leggenda,  è stata tramandata come la prima giornata di Ringraziamento, che vedeva l’unione dei coloni con la popolazione nativa americana, finalmente seduti alla stessa tavola.

 3)   LA SOLENNITA’ - L’ufficialità della celebrazione
avvenne però nel 1862 quando il  presidente Abramo Lincoln proclamò il quarto giovedì di novembre come  festività nazionale americana, su suggerimento della scrittrice ed editrice giornalistica Sarah Josepha Hal,  fautrice  della festa intesa come cerimonia che avrebbe rafforzato lo spirito di unione del paese in un periodo tragico come la  Guerra di Secessione.

4)  IL BLACK FRIDAY - Dopo un intero giorno di  festeggiamenti con parenti e amici in casa o in campagna e al mare   ( a seconda della latitudine in cui ci si trova) ci si merita una
giornata di shopping sfrenato ed ecco com’è nata la giornata del Black Friday, usanza che da pochi anni  è sbarcata anche nel vecchio continente e che apre ufficialmente la corsa ai regali di Natale. I negozi sono aperti fin dalle prime luci dell’alba e la giornata promette affari d’oro per chi ha il coraggio e la pazienza di affrontare le interminabili code in auto e in negozio.

5)  IL TACCHINO - Essendo una festa conviviale il centro di tutti i festeggiamenti è la tavola imbandita e per tradizione il piatto forte è il tacchino ripieno ma i tacchini non erano sul menù del primo pasto del Ringraziamento. In realtà, cervi, mais, merluzzi, e altri pesci furono tra i piatti serviti nel 1621. Anche l’ usanza del tacchino fu introdotta ai tempi di Abramo Lincoln e Sarah Josepha Hale. Una piccola curiosità: Benjamin Franklin voleva che il tacchino fosse l’uccello ufficiale degli Stati Uniti, pensando fosse più americano dell’aquila e “più rispettabile”. Altra particolarità: ogni anno il Presidente degli USA, durante un evento in diretta televisiva concede la “grazia” a due tacchini. Dopo la cerimonia nel Rose Garden, gli animali trascorreranno il resto della loro vita nel 'Gobblers Rest', una sorta  di casa di riposo nella Virginia Tech University. 

6) IL MENU’ - E sempre a proposito di tavole imbandite parliamo dei cibi che non devono mancare sulla tavola del T-Day. In accompagnamento al tacchino si serve la cranberry sauce (salsa al mirtillo rosso), preparata facendo bollire i saporiti frutti con lo zucchero oppure il mashed potatoes, il purè di patate aromatizzato all’aglio. Negli Stati del Sud è irrinunciabile il tradizionale corn bread (pane al mais), mentre sulla costa della Florida  si serve sempre il mac and cheese, versione americana della nostra pasta al forno in cui il parmigiano reggiano cede il posto al formaggio cheddar. E per finire in dolcezza il dessert che non deve mai mancare è la torta alla zucca, la pumpkin pie, con varianti da costa a costa che vedono come alternativa la torta di mele (New York) o la torta di patate dolci (nel Sud) o la torta alle ciliegie (nella West Coast).