Le scatole ormai sono come le ciliegie...una tira l'altra! Mentre ne finisco una già mi vengono in mente le idee per farne di nuove! Queste due scatole sui toni del bianco e del nero le avevo in cantiere da un pò ma poi via via che le lavoravo vedevo che non uscivano come volevo e allora per un pò le ho accantonate ma poi parlando con Francesca Gattai mi sono fatta coraggio e ho accolto il suo consiglio di dargli un'ultima possibilità e devo ammettere che quello che ho ottenuto alla fine è stato quasi meglio di quello che mi aspettavo. Per tutte e due ho scelto una invecchiatura molto forte, distressed come dicono le decoratrici americane. Sulla prima ho scelto un bianco sporco e per l'altra il nero cupo. Su tutte e due ho passato uno strato materico e poi cere dorate, talpa, nere, e un pò di tutto quello che avevo. Per la scatola bianca ho scelto due ghirlande e stampe di stile vittoriano mentre su quella nera ho messo due cuori alati. Sui fianchi delle due scatole stencil dorati e chiusure preziose per impreziosire il lavoro! Tutti i colori sono Mon rever e i fregi realizzati con resine epossidiche della Resin pro.
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giovedì 8 aprile 2021
domenica 28 marzo 2021
Buffalo Check
Quando incontro un nuovo stile di decorazione mi piace conoscerne le origini e questa volta ho trovato una quantità di materiale esagerata! Quindi se avrete un po’ di pazienza qui potrete trovare tutte le curiosità sulle origini di questo tema che negli ultimi tempi sta tornando in voga sia nella moda che nell’arredamento. Il buffalo check è il nome di quello che per me era semplicemente "il tessuto a quadri rosso e nero" che nei miei amati anni '80 imperversava su giacconi e camicioni di flanella. Solo ora ho scoperto che Il buffalo check è notoriamente considerato un vero e proprio motivo americano: rappresenta un simbolo nazionale non ufficiale, come la torta di mele e il baseball. In realtà non è un disegno americano, si tratta di una fantasia plurisecolare scozzese originariamente chiamata Rob Roy MacGregor Tartan e il suo nome originale trasporta il nostro immaginario subito alle highlands scozzesi ed ai loro clan. Se immaginiamo un kilt scozzese, probabilmente pensiamo immediatamente a quello che chiamiamo tartan. Nel corso della storia, questi modelli unici, indicavano l’appartenenza ad un clan specifico oppure una data provenienza geografica. Il motivo tartan fu addirittura messo fuori legge in Scozia per un certo periodo dalla seconda metà del XVIII secolo. Per questo motivo, c’è chi sostiene che il Buffalo Plaid/Check sia in realtà il tartan del popolare Rob Roy MacGregor, che secondo lo Scottish Register of Tartans, è registrato presso la Highland Society di Londra dall’anno 1816. Infatti, si narra che fu proprio lo scozzese Jock McCluskey, discendente del clan MacGregor, ad introdurre il tartan del suo clan in America. Il nome della famiglia di Jock divenne McCluskey dopo che il nome MacGregor fu messo fuorilegge per 150 anni, per questo fatto cambiarono anche il loro motivo scozzese originale in quello che oggi riconosciamo come il Buffalo check. Jock McCluskey è una delle figure tipiche di quel periodo di frontiera degli attuali USA, dapprima cacciatore di taglie, poi cacciatore di pelli, cercatore d’oro e infine commerciante con le tribù indiane. La storia racconta che avrebbe barattato con i nativi americani spesse coperte scozzesi decorate con il suo tartan di famiglia in cambio di pelli di bufalo. Per questo motivo si sostiene che il tartan della sua famiglia divenne noto presso i nativi americani come Buffalo Plaid e poiché McCluskey commerciava anche con avamposti e fortini dell’esercito, il nome Buffalo Plaid divenne per questo inevitabilmente noto. Tuttavia, quando Woolrich Woolen Mills introdusse la sua versione Buffalo Plaid nel 1850, ne rivendicò l’origine. Anche se viene ancora prodotto nell’autentica combinazione bianco e nero, il buffalo check ha ampliato la sua gamma di impieghi dalle coperte ai kilt, fino alla tappezzeria, e oggi è disponibile in qualsiasi colore. Con la sua tipica fantasia a quadri di grandi dimensioni, questo motivo è caratterizzato dall’accostamento di due o tre colori; di solito uno di questi è il bianco. È simile al vichy, da cui si differenzia solo per le dimensioni dei quadri: nel buffalo check vanno da 4 a 15 cm, mentre il vichy presenta quadretti più piccoli, intorno a 1 cm di lato.
Fin qui le origini e le tradizioni d’oltreoceano della fantasia
Buffalo check; e adesso molto più brevemente vi racconto di come ho declinato
la mia nuova scoperta in un mobiletto contenitore per l’ingressino. Ho scelto
un fondo bianco puro di Mon rever e un nero notturno per il piano e il frontale
del primo cassetto. I quadrati tipici del Buffalo check sono stati realizzati
con uno stencil creato appositamente e sono andati a comporre la decorazione
dei fianchi e degli specchi di cassettini e anta centrale. Sul piano e sul
frontale del cassetto le scritte sono realizzate con timbri IOD. Lavoro chiuso
con flatting super invisibile di Mon rever. La targhetta "Smile" appoggiata sul ripiano è il piccolo pannello di prova con cui mi sono approcciata allo stile Buffalo check con una piccola digressione che mi sono concessa con un colore coton e la riga rossa (chissà che anche per questa fantasia non esista tutta una storia particolare e originale!).
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venerdì 12 marzo 2021
Like a bird
Nella gioia del volo l’uccello,
qua e là, nel vuoto,
va scrivendo parole
senza alfabeto.
Quando la mente vola
si risveglia la mia voce,
la penna descrive
la gioia delle ali.
(Rabindranath Tagore)
Chi non ha mai sognato almeno una volta di poter volare via come un uccello? Soprattutto di questi tempi in cui tutti ci sentiamo prigionieri di questa situazione. Oggi è una di quelle giornate: stress al lavoro, poche possibilità di svago e quindi il bisogno di fuggire via e volare libera lo sento più impellente del solito. Ma due ali ancora non le so costruire allora ho cercato di disegnarle come meglio potevo: stencil e fregi in resina. Ho preso il mio portaspezie e l'ho completamente rivoluzionato: era un oggetto comprato in un mercatino Emmaus trovato per caso durante un viaggio in camper nei pressi di Aix-le-bains: era marrone scuro e per niente interessante, ora invece accanto alla mia scatola con le magnolie mi fa spiccare il volo appena lo guardo! L'ho colorato con il moon grey di Mon Rever come base, lavaggi con un rosa carico e dry brush con metallico silver. I fregi sono in resina epossidica e sono ricchissimi di particolari accuratissimi, non credo che con le paste modellabili certi dettagli sarebbero venuti altrettanto bene; decisamente l'uso delle resine è di una soddisfazione esagerata! Per lo stencil ho scelto due colori a contrasto e la doppia posizione per mettere in risalto il movimento del volo.
mercoledì 17 febbraio 2021
Scatola in legno N° 2 (MAGNOLIA BOX)
Mi sa che l'argomento "scatole in legno" avrà un bel pò di varianti! A differenza della prima che è nata un pò per sbaglio per questa seconda prova ho pensato parecchio a colori, texture e composizione. La volevo grigio perla (sicuramente), volevo provare il nuovo timbro con il motivo del pizzo (già ero più insicura), ed ero tentata dall'idea di decorare i fregi con colori acquarellati (e qui è stato proprio panico!).
Avevo paura di infilare troppe cose insieme invece alla fine anche se gli abbinamenti sembravano azzardati è venuto fuori proprio quello che avevo immaginato...e non è così scontato come può sembrare!
Colori usati: Moon grey come base e solo sulla parte alta dei fianchi e sul coperchio effetto materico con saltwash nella seconda mano, poi i soliti lavaggi con colori scuri e dry brush con toni chiari. Timbro effetto pizzo con Dark smoke. Sul coperchio composizione di fiori di magnolia colorati ad acquarello. Cera trasparenti sul corpo della scatola e cera taupe e bianca sui fiori. Serratura japan style e chiusura del lavoro.
Ogni scatola è replicabile, le decorazioni si possono mischiare in infinite varianti e le piccole dimensioni si prestano a creare oggetti personalizzati con timbri, fregi, stencil e qualsiasi altro tipo di decorazione.
sabato 13 febbraio 2021
Scatola in legno N° 1 (L'ODEUR DE PARIS)
Mi sono arrivati un sacco di stampi per fregi nuovi nuovi e da quando uso le resine epossidiche preparare i fregi è diventato un divertimento così mi sono messa alla prova subito; ho recuperato alcune scatole in legno e sono partita con il primo tentativo. Non ho progettato niente inizialmente, nè colori nè composizione perché doveva essere solo un test sulla produzione dei fregi e sull'uso da farne ma poi via via che procedevo e vedevo che stava venendo tutto a meraviglia mi sono detta che invece che finire in laboratorio come contenitore di materiale avrei usato la scatola come soprammobile in camera da letto. Colori usati: verde salvia come base e come seconda mano con l'aggiunta di saltwash per dare consistenza materica, poi vari lavaggi con dark smoke e marrone scuro, moscatura con mordente per invecchiare ulteriormente il fondo verde, dry brush coton e la scatola è pronta! Per i fregi colori metallici e varie cere anticanti: prima la clear, poi la taupe, la bronze e per finire tanta cera antracite! Come primo tentativo è stato un successo e ora mi aspetta la sorella gemella di questo primo oggettino!
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venerdì 8 gennaio 2021
Omaggio a Charles Dickens - Lo spirito dei Natali futuri
Con questo ultimo capitolo del mio personalissimo "Canto di Natale" si chiude il trittico di post natalizi e dopo il Natale "oscuro" total black e dopo il Natale nostalgico con i ricordi del passato ho voluto pensare a qualcosa che fosse di buon auspicio per il futuro: la mia visione dei Natali futuri è colorata e allegra, calda e avvolgente perchè è di questo che ora abbiamo tanto bisogno. Il primo lavoro è stato ispirato da un post visto su Facebook: sulla pagina di un'amica un giorno vedo una raccolta di foto dedicate a questo fantastico abbinamento di colori: il turchese e il rosso brillante! Mi sono detta che dovevo cavarci qualcosa perchè le immagini erano troppo belle....fresche, colorate e allegre: proprio l'opposto di quello che avevo appena prodotto per il Natale presente. Per i due cuscini ho usato la tela rovinata di un vecchio ombrellone estivo, una tela di cotone grezzo pesante e a trama fitta su cui ho disegnato uno sfondo con il color Tiffany di Mon rever e poi un altro stencil a tema natalizio con un rosso brillante per tessuti. Ho aggiunto dei fiocchi in gros grain di cotone rosso. Per il vassoio ho usato lo stesso colore tiffany dei cuscini e poi ho decorato con un trasferimento d'immagine sempre a tema natalizio; per finire ho realizzato due piccoli contenitori riciclando dei vasetti di vetro e colorando sempre con il turchese questa volta con colori specifici per vetro.
Per il secondo lavoro ho impiegato un pò più di tempo...un bel pò più! Il cucito è il mio primo amore e ci sono affezionata da sempre, ma ci vuole molto più tempo a fabbricare qualcosa con ago e filo piuttosto che a relookare un mobile con colori e pennelli. Ho costruito con un pò di pazienza e con il tempo regalato dalla quarantena Covid un portapandoro in pannolenci, ci sono voluti diversi giorni ma il risultato è valsa la fatica. Poi, visto che quest'anno il nostro "guardiano dei regali" non aveva nessun pacchetto da sorvegliare l'ho messo a guardia del nostro pandoro.
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