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sabato 2 luglio 2022

SOS per il tavolo del giardino

Il tavolo del giardino ormai chiedeva di essere salvato da un paio d’anni! Ancora in buono stato ma affogato da strati e strati di flatting un po’ lucido e ormai scrostato; ho iniziato a fare il lavoro meno divertente che c’è ma che è indispensabile in questi casi: ho scartato per un paio di pomeriggi con carta 40, 80, 120, 180 poi mi sono stancata e ho l’ho finita lì!

il tavolo scartato e lavato
E’ l’ora del momento più divertente: due mani abbondanti di Grandiose Sand di Autentico passato generosamente a pennello a distanza di 24 ore e una scartatina leggera a 220 tra una mano e l’altra e poi mi è venuta la malaugurata idea di rifinire il bordo
 del tavolo con uno stencil a motivo cementine e sono cominciati i guai! Non sono mai stata brava in matematica e tantomeno ho un diploma da geometra e quindi far quadrare il motivo delle cementine sul perimetro del tavolo è stato piuttosto deprimente, ma alla fine il colpo d’occhio non è niente male e gli stacchi tra una ripetizione e l’altra sono abbastanza omogenei. 
Per fare lo stencil ho scelto il Bianco Puro di Mon rever, ma il caldo e la mia lentezza non andavano d’accordo con la stesura del colore e alla fine, nonostante abbia sempre scaricato molto il pennello, si è creato uno spessore che non mi piaceva, ma se avessi passato la carta vetrata sicuramente il colore sarebbe saltato via e allora? 


Ho passato una mano generosa di cera trasparente (me lo ha suggerito una vocina che è volata fin qui dalla Sicilia!!) e tutto si è livellato diventando uniforme e gradevole. Finalmente è l’ora di mettere al suo posto il tavolo! Questo è toccato farlo al mio bob-aggiusta-tutto con livella, zeppe e qualche vite aggiuntiva per bloccare l’ombrellone. 

Manca ancora la catena luminosa per le cene estive ma è quasi tutto pronto per godersi la pausa pranzo o un apericena al fresco dell’ombrellone…..la cosa buffa è che stiamo pensando di demolire il marciapiede e allargare il piazzale quindi può darsi che tra un paio di settimane dovremmo smantellare tutto. Va beh ma questa sarà la storia di un altro post.





lunedì 24 maggio 2021

Le magliette mamma-figlia

Quest'anno per il compleanno di mia sorella ho avuto questa idea: un coordinato di magliette mamma-figlia. Così dopo avere trovato l'idea giusta c'era da metterla in pratica. Parlando con Ely Cinque mi ha proposto una nuova tecnica a cui stava studiando. Quindi dopo qualche chiacchiera conoscitiva siamo state concordi nell'utilizzo della nuova mascherina che rende facile l'applicazione degli stencil e facilita l'esecuzione di progetti unici e personalizzati. Io (tanto per cambiare) mi sono complicata la vita e ho usato gli stencil su magliette in cotone elasticizzato che non sono un supporto proprio facile da gestire ma a parte qualche problemino iniziale alla fine il risultato è PER-FET-TO! I colori usati tanto per cambiare sono il carbon black e l' oro di Mon rever e sulle due corone aggiunta di glitter dorati, fissaggio del colore con ferro da stiro. Che dire? Magliette uniche e irripetibili e con delle modelle così l'effetto è fighissimo!





giovedì 8 aprile 2021

Scatola in legno N° 4 e 5 (VICTORIAN LUXURY e CUORE SACRO)

Le scatole ormai sono come le ciliegie...una tira l'altra! Mentre ne finisco una già mi vengono in mente le idee per farne di nuove! Queste due scatole sui toni del bianco e del nero le avevo in cantiere da un pò ma poi via via che le lavoravo vedevo che non uscivano come volevo e allora per un pò le ho accantonate ma poi parlando con Francesca Gattai mi sono fatta coraggio e ho accolto il suo consiglio di dargli un'ultima possibilità e devo ammettere che quello che ho ottenuto alla fine è stato quasi meglio di quello che mi aspettavo. Per tutte e due ho scelto una invecchiatura molto forte, distressed come dicono le decoratrici americane. Sulla prima ho scelto un bianco sporco e per l'altra il nero cupo. Su tutte e due ho passato uno strato  materico e poi cere dorate, talpa, nere, e un pò di tutto quello che avevo. Per la scatola bianca ho scelto due ghirlande e stampe di stile vittoriano mentre su quella nera ho messo due cuori alati. Sui fianchi delle due scatole stencil dorati e chiusure preziose per impreziosire il lavoro! Tutti i colori sono Mon rever e i fregi realizzati con resine epossidiche della Resin pro.














domenica 28 marzo 2021

Buffalo Check


Quando incontro un nuovo stile di decorazione mi piace conoscerne le origini e questa volta ho trovato una quantità di materiale esagerata! Quindi se avrete un po’ di pazienza qui potrete trovare tutte le curiosità sulle origini di questo tema che negli ultimi tempi sta tornando in voga sia nella moda che nell’arredamento. Il buffalo check è il nome di quello che per me era semplicemente "il tessuto a quadri rosso e nero" che nei miei amati anni '80 imperversava su giacconi e  camicioni di flanella. Solo ora ho scoperto che Il buffalo check è notoriamente considerato un vero e proprio motivo americano: rappresenta un simbolo nazionale non ufficiale, come la torta di mele e il baseball. In realtà non è un disegno americano, si tratta di una fantasia plurisecolare scozzese originariamente chiamata Rob Roy MacGregor Tartan e il suo nome originale trasporta il nostro immaginario  subito alle highlands scozzesi ed ai loro clan. Se immaginiamo un kilt scozzese, probabilmente pensiamo immediatamente a quello che chiamiamo tartan. Nel corso della storia, questi modelli unici, indicavano l’appartenenza ad un clan specifico oppure una data provenienza geografica. Il motivo tartan fu addirittura messo fuori legge in Scozia per un certo periodo dalla seconda metà del XVIII secolo. Per questo motivo, c’è chi sostiene che il Buffalo Plaid/Check sia in realtà il tartan del popolare Rob Roy MacGregor, che secondo lo Scottish Register of Tartans, è registrato presso la Highland Society di Londra dall’anno 1816. Infatti, si narra che fu proprio lo scozzese Jock McCluskey, discendente del clan MacGregor, ad introdurre il tartan del suo clan in America. Il nome della famiglia di Jock divenne McCluskey dopo che il nome MacGregor fu messo fuorilegge per 150 anni, per questo fatto cambiarono anche il loro motivo scozzese originale in quello che oggi riconosciamo come il Buffalo check. Jock McCluskey è una delle figure tipiche di quel periodo di frontiera degli attuali USA, dapprima cacciatore di taglie, poi cacciatore di pelli, cercatore d’oro e infine commerciante con le tribù indiane. La storia racconta che avrebbe barattato con i nativi americani spesse coperte scozzesi decorate con il suo tartan di famiglia in cambio di pelli di bufalo. Per questo motivo si sostiene che il tartan della sua famiglia divenne noto presso i nativi americani come Buffalo Plaid e poiché McCluskey commerciava anche con avamposti e fortini dell’esercito, il nome Buffalo Plaid divenne per questo inevitabilmente noto. Tuttavia, quando Woolrich Woolen Mills introdusse la sua versione Buffalo Plaid nel 1850, ne rivendicò l’origine. Anche se viene ancora prodotto nell’autentica combinazione bianco e nero, il buffalo check ha ampliato la sua gamma di impieghi dalle coperte ai kilt, fino alla tappezzeria, e oggi è disponibile in qualsiasi colore. Con la sua tipica fantasia a quadri di grandi dimensioni, questo motivo è caratterizzato dall’accostamento di due o tre colori; di solito uno di questi è il bianco. È simile al vichy, da cui si differenzia solo per le dimensioni dei quadri: nel buffalo check vanno da 4 a 15 cm, mentre il vichy presenta quadretti più piccoli, intorno a 1 cm di lato.








Fin qui le origini e le tradizioni d’oltreoceano della fantasia Buffalo check; e adesso molto più brevemente vi racconto di come ho declinato la mia nuova scoperta in un mobiletto contenitore per l’ingressino. Ho scelto un fondo bianco puro di Mon rever e un nero notturno per il piano e il frontale del primo cassetto. I quadrati tipici del Buffalo check sono stati realizzati con uno stencil creato appositamente e sono andati a comporre la decorazione dei fianchi e degli specchi di cassettini e anta centrale. Sul piano e sul frontale del cassetto le scritte sono realizzate con timbri IOD. Lavoro chiuso con flatting super invisibile di Mon rever. La targhetta "Smile" appoggiata sul ripiano è il piccolo pannello di prova con cui mi sono approcciata allo stile Buffalo check con una piccola digressione che mi sono concessa con un colore coton e la riga rossa (chissà che anche per questa fantasia non esista tutta una storia particolare e originale!).

PRIMA



venerdì 12 marzo 2021

Like a bird



Nella gioia del volo l’uccello,
qua e là, nel vuoto,
va scrivendo parole
senza alfabeto.
Quando la mente vola
si risveglia la mia voce,
la penna descrive
la gioia delle ali.
(Rabindranath Tagore)

Chi non ha mai sognato almeno una volta di poter volare via come un uccello? Soprattutto di questi tempi in cui tutti ci sentiamo prigionieri di questa situazione. Oggi è una di quelle giornate: stress al lavoro, poche possibilità di svago e quindi il bisogno di fuggire via e volare libera lo sento più impellente del solito. Ma due ali ancora non le so costruire allora ho cercato di disegnarle come meglio potevo: stencil e fregi in resina. Ho preso il mio portaspezie e l'ho completamente rivoluzionato: era un oggetto comprato in un mercatino Emmaus trovato per caso durante un viaggio in camper nei pressi di Aix-le-bains: era marrone scuro e per niente interessante, ora invece accanto alla mia scatola con le magnolie mi fa spiccare il volo appena lo guardo! L'ho colorato con il moon grey di Mon Rever come base, lavaggi con un rosa carico e  dry brush con metallico silver. I fregi sono in resina epossidica e sono ricchissimi di particolari accuratissimi, non credo che con le paste modellabili certi dettagli sarebbero venuti altrettanto bene; decisamente l'uso delle resine è di una soddisfazione esagerata! Per lo stencil ho scelto due colori a contrasto e la doppia posizione per mettere in risalto il movimento del volo.










sabato 13 febbraio 2021

Scatola in legno N° 1 (L'ODEUR DE PARIS)

Mi sono arrivati un sacco di stampi per fregi nuovi nuovi e da quando uso le resine epossidiche preparare i fregi è diventato un divertimento così mi sono messa alla prova subito; ho recuperato alcune scatole in legno e sono partita con il primo tentativo. Non ho progettato niente inizialmente, nè colori nè composizione perché doveva essere solo un test sulla produzione dei fregi e sull'uso da farne ma poi via via che procedevo e vedevo che stava venendo tutto a meraviglia mi sono detta che invece che finire in laboratorio come contenitore di materiale avrei usato la scatola come soprammobile in camera da letto. Colori usati: verde salvia come base e come seconda mano con l'aggiunta di saltwash per dare consistenza materica, poi vari lavaggi con dark smoke e marrone scuro, moscatura con mordente per invecchiare ulteriormente il fondo verde, dry brush coton e la scatola è pronta! Per i fregi colori metallici e varie cere anticanti: prima la clear, poi la taupe, la bronze e per finire tanta cera antracite! Come primo tentativo è stato un successo e ora mi aspetta la sorella gemella di questo primo oggettino!

IL PRIMA