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lunedì 24 maggio 2021

SI TORNA IN AULA .... BIS!


RITORNANO I CORSI DI MAISON ARILU'

In una location molto accogliente e pittoresca e in una zona molto comoda per tutti/e bolognesi e non, vicinissima al casello A1 di Casalecchio di Reno

CORSO TEMATICO DI DECORAZIONE: TIMBRI E FREGI

Finalmente dopo uno stop lunghissimo riprendono i corsi in presenza, grazie alla bella stagione e all'ospitalità di Athos e Grazia. La giornata dedicata a questo corso tematico sarà sabato 5 giugno e il corso sarà riservato all'uso dei timbri e dei fregi.

Utilizzerai nuovi materiali con cui imparerai a prendere confidenza e realizzeremo insieme dei complementi d'arredo che ovviamente resteranno a te .
Nei corsi di livello intermedio lavorerai con materiali e accessori specifici e imparerai ad apprezzare la versatilità di queste decorazioni particolari con le quali puoi dare estro e unicità al tuo pezzo. I corsi sono prevalentemente pratici e userai concretamente tutti i materiali a disposizione: vernici e pitture di ogni marca, pennelli, tamponi inchiostranti e tanto altro.
Per questioni di sicurezza e per la tua tutela personale porta con te, oltre ad un indumento protettivo come camice o grembiule, anche guanti, mascherina e/o visiera e gel igienizzante. Per agevolare il distanziamento il numero di partecipanti sarà limitato quindi è consigliabile prenotare subito un posto in aula.
La quota d'iscrizione è di 80€. 
Il corso è adatto a chi ha già frequentato un corso base o comunque a chi ha raggiunto una certa manualità.
Organizzazione evento Maison Arilù
Zona: Casalecchio di Reno
per info e prenotazioni: WhatsApp 3339145330 oppure sul messenger di Maison Arilù (la partecipazione all'evento Facebook non vale come prenotazione).

domenica 28 marzo 2021

Buffalo Check


Quando incontro un nuovo stile di decorazione mi piace conoscerne le origini e questa volta ho trovato una quantità di materiale esagerata! Quindi se avrete un po’ di pazienza qui potrete trovare tutte le curiosità sulle origini di questo tema che negli ultimi tempi sta tornando in voga sia nella moda che nell’arredamento. Il buffalo check è il nome di quello che per me era semplicemente "il tessuto a quadri rosso e nero" che nei miei amati anni '80 imperversava su giacconi e  camicioni di flanella. Solo ora ho scoperto che Il buffalo check è notoriamente considerato un vero e proprio motivo americano: rappresenta un simbolo nazionale non ufficiale, come la torta di mele e il baseball. In realtà non è un disegno americano, si tratta di una fantasia plurisecolare scozzese originariamente chiamata Rob Roy MacGregor Tartan e il suo nome originale trasporta il nostro immaginario  subito alle highlands scozzesi ed ai loro clan. Se immaginiamo un kilt scozzese, probabilmente pensiamo immediatamente a quello che chiamiamo tartan. Nel corso della storia, questi modelli unici, indicavano l’appartenenza ad un clan specifico oppure una data provenienza geografica. Il motivo tartan fu addirittura messo fuori legge in Scozia per un certo periodo dalla seconda metà del XVIII secolo. Per questo motivo, c’è chi sostiene che il Buffalo Plaid/Check sia in realtà il tartan del popolare Rob Roy MacGregor, che secondo lo Scottish Register of Tartans, è registrato presso la Highland Society di Londra dall’anno 1816. Infatti, si narra che fu proprio lo scozzese Jock McCluskey, discendente del clan MacGregor, ad introdurre il tartan del suo clan in America. Il nome della famiglia di Jock divenne McCluskey dopo che il nome MacGregor fu messo fuorilegge per 150 anni, per questo fatto cambiarono anche il loro motivo scozzese originale in quello che oggi riconosciamo come il Buffalo check. Jock McCluskey è una delle figure tipiche di quel periodo di frontiera degli attuali USA, dapprima cacciatore di taglie, poi cacciatore di pelli, cercatore d’oro e infine commerciante con le tribù indiane. La storia racconta che avrebbe barattato con i nativi americani spesse coperte scozzesi decorate con il suo tartan di famiglia in cambio di pelli di bufalo. Per questo motivo si sostiene che il tartan della sua famiglia divenne noto presso i nativi americani come Buffalo Plaid e poiché McCluskey commerciava anche con avamposti e fortini dell’esercito, il nome Buffalo Plaid divenne per questo inevitabilmente noto. Tuttavia, quando Woolrich Woolen Mills introdusse la sua versione Buffalo Plaid nel 1850, ne rivendicò l’origine. Anche se viene ancora prodotto nell’autentica combinazione bianco e nero, il buffalo check ha ampliato la sua gamma di impieghi dalle coperte ai kilt, fino alla tappezzeria, e oggi è disponibile in qualsiasi colore. Con la sua tipica fantasia a quadri di grandi dimensioni, questo motivo è caratterizzato dall’accostamento di due o tre colori; di solito uno di questi è il bianco. È simile al vichy, da cui si differenzia solo per le dimensioni dei quadri: nel buffalo check vanno da 4 a 15 cm, mentre il vichy presenta quadretti più piccoli, intorno a 1 cm di lato.








Fin qui le origini e le tradizioni d’oltreoceano della fantasia Buffalo check; e adesso molto più brevemente vi racconto di come ho declinato la mia nuova scoperta in un mobiletto contenitore per l’ingressino. Ho scelto un fondo bianco puro di Mon rever e un nero notturno per il piano e il frontale del primo cassetto. I quadrati tipici del Buffalo check sono stati realizzati con uno stencil creato appositamente e sono andati a comporre la decorazione dei fianchi e degli specchi di cassettini e anta centrale. Sul piano e sul frontale del cassetto le scritte sono realizzate con timbri IOD. Lavoro chiuso con flatting super invisibile di Mon rever. La targhetta "Smile" appoggiata sul ripiano è il piccolo pannello di prova con cui mi sono approcciata allo stile Buffalo check con una piccola digressione che mi sono concessa con un colore coton e la riga rossa (chissà che anche per questa fantasia non esista tutta una storia particolare e originale!).

PRIMA



mercoledì 17 febbraio 2021

Scatola in legno N° 2 (MAGNOLIA BOX)

Mi sa che l'argomento "scatole in legno" avrà un bel pò di varianti! A differenza della prima che è nata un pò per sbaglio per questa seconda prova ho pensato parecchio a colori, texture e composizione. La volevo grigio perla (sicuramente), volevo provare il nuovo timbro con il motivo del pizzo (già ero più insicura), ed ero tentata dall'idea di decorare i fregi con colori acquarellati (e qui è stato proprio panico!). 

Avevo paura di  infilare troppe cose insieme invece alla fine anche se gli abbinamenti sembravano azzardati è venuto fuori proprio quello che avevo immaginato...e non è così scontato come può sembrare! 

Colori usati: Moon grey come base e solo sulla parte alta dei fianchi e sul coperchio effetto materico con saltwash nella seconda mano, poi i soliti lavaggi con colori scuri e dry brush con toni chiari. Timbro effetto pizzo con Dark smoke. Sul coperchio composizione di fiori di magnolia colorati ad acquarello. Cera trasparenti sul corpo della scatola e cera taupe e bianca sui fiori. Serratura japan style e chiusura del lavoro. 
Ogni scatola è replicabile, le decorazioni si possono mischiare in infinite varianti e le piccole dimensioni si prestano a creare oggetti personalizzati con timbri, fregi, stencil e qualsiasi altro tipo di decorazione. 






venerdì 20 novembre 2020

Halloween per Thanksgiving

Da qualche parte ho letto che il sovraccarico di percezioni negative degli ultimi mesi ci rende passivi, non so voi ma io personalmente posso solo confermare.
Non dico solo a livello fisico (cosa che mi succede ogni anno all'arrivo della brutta stagione) ma anche a livello mentale e creativo. Ma...per uscire da questo loop negativo c'è solo una strada: svegliarsi e tornare a essere attivi di nuovo. Coltivare le emozioni positive: creare entusiasmo, ottimismo, azione, speranza. Così riparto dalle piccole cose e riprendo in mano colori e pennelli per distogliere l'attenzione dalla negatività e dai brutti presagi.
Avevo seppellito in cantina un paio di piccole cassettine da frutta e a vederle finite credo che queste cassettine siano perfette anche in versione natalizia: sono della misura giusta per confezionare regali contenenti candeline e saponette fatte in casa o marmellatine e miele nostrano che dite? Ho aggiunto dei piedini di ferro trovati su un sito di shopping online e volevo provare i nuovi timbri IOD della collezione di Natale, così con tutti i rimasugli di colore che ho in laboratorio ho creato due piccoli contenitori per le mie zucche....eh si....l'ho detto che ultimamente sono svogliata e senza stimoli....così è andata a finire che le zucche di Halloween le ho preparate per il Thanksgiving! Le scatoline sono state colorate con Vintage Paint, Mon Rever e Autentico Paint e anche i timbri sono fatti con gli stessi prodotti. Alcune zucche sono cucite a mano con tessuti riciclati, altre sono state dipinte anni fa e le ho mantenute così com'erano, altre ancora le ho decorate con fregi in pasta modellabile e clay paint colore verde salvia e poi patinate con cere scure. I fregi sono tutti colorati con metallici Fleur e sulle zucche rossa e byzantine ho eseguito una sorta di moscatura con metallico champagne.








In mezzo all'allestimento ci sono poi due oggetti strani....in onore all'America visto che si parla di Halloween e Thanksgiving ho sistemato anche due sfere di Maclura pomifera: pianta originaria del Nord America, la maclura era comune tra i nativi, in particolare Osagi (ma anche Comanche e Kiowa), e impiegata nella costruzione di archi, tintura dei tessuti, nonché come rimedio contro le congiuntiviti e infiammazioni degli occhi. Il colorante ricavato dalla corteccia e dalle radici si usava per tingere il volto con un colore giallo limone nei rituali degli Osagi. Il legno, durissimo ed elastico, di colore ocra e dotato di bellissime venature più scure, può essere utilizzato per creazioni artigianali pregiate o per la realizzazione di attrezzi durevoli, oltre ai già menzionati archi. Il frutto è apprezzato dagli scoiattoli, mentre negli esseri umani, seppur non velenoso, causa il vomito e non è commestibile. Nel 1818 venne introdotta in Europa e nel 1827 in Italia, dove ebbe una certa diffusione soprattutto in Toscana e nel LazioGià questo piccolo lavoretto ha seminato un piccolo germoglio di positivtà e allegria e ora non resta che coltivarlo e custodirlo giorno per giorno nell'attesa che germogli presto!







giovedì 3 settembre 2020

Toile de jouy....chi non l'adora?

La toile de jouy evoca ricordi d'infanzia e atmosfere antiche. Chi non aveva in casa della nonna un pezzo decorato con queste tele? Affascina da sempre chi ama lo stile country e vintage, ma anche Dior e Vivienne Westwood l'hanno usata per vestiti e accessori. Insomma la toile de jouy è una madeleine di Proust  che non ti stanchi mai di assaggiare ... con gli occhi! Io naturalmente non potevo fare eccezione e quando un giorno ho visto un lavoro fatto con un timbro IOD che riproduceva i disegni di queste tele mi sono messa alla ricerca di qualcosa di simile. Dopo una ricerca di giorni e giorni ho trovato un ultimo pezzo di questo timbro presso un rivenditore che aveva ancora vecchie rimanenze di magazzino e così non me lo sono fatto scappare! Ho un sacco di idee per sfruttare questo timbro ma per iniziare ho pensato a un piccolo oggettino da abbinare al mobiletto del bagno in blending grigio/fucsia/rosa. Ho trovato una cornice adatta per stile e dimensioni per fabbricare un portaorecchini e sono partita all'opera. Il fondo è uno smalto per esterni color fucsia mentre in seguito ho effettuato un lavaggio con french grey e il dry brush con antique rose di Vintage Paint. Per finire cera neutra per isolare e patinature con cera bianca e bronze sui rilievi. E ora arriva il divertimento! Con la rete per conigliere ho fatto il portaorecchini e poi ecco la tela fatta con cotone grezzo ma colorato con il dark smoke di Mon rever e su questo ho fatto i timbri IOD della serie Pastoral. Ho chiuso tutto con la pistola sparapunti e appeso accanto al mobiletto coordinato. Ecco, come primo utilizzo di questo timbro bellissimo non potevo trovare un'idea più carina e d'effetto!! Soddisfazione al 100% !





mercoledì 2 settembre 2020

Tra i Pirati dei caraibi e ìl Boho chic

Questo lavoro è durato mesi e da mesi aspetto di poterlo pubblicare, come tutte le cose che sono costate fatica e poi alla fine danno grandi soddisfazioni mi ha occupato testa e mani per molto tempo. Devo dire che è stato un parto sofferto e che nel corso dei giorni sono successe alcune cose strane che mi hanno fatto pensare che questo armadio fosse "maledetto. Un giorno in un mercatino avevo trovato una cimasa bellissima da mettere sulla cornice superiore, era perfetta: fatta apposta per lui. La compro per pochi spiccioli, torno a casa e la sistemo: il giorno dopo cade per terra e si disintegra in 14375 pezzi. Un altro giorno, dopo le prime mani di fondo sono finalmente pronta per iniziare a passare la prima mano di  rosso: prendo con le due mani il barattolo da 1 litro e inizio a sbatterlo forte per miscelare i pigmenti...il tappo non era chiuso bene e schizza via. Risultato una pioggia rossa  si spande nel garage, sul pavimento, sugli abiti, sulle scarpe! E poi altri piccoli incidenti di percorso che mi hanno fatto ribattezzare l'armadio come "il mostro". 
Comunque alla fine il risultato è stato raggiunto e finalmente dopo più di un mese dal termine del lavoro siamo potuti andare a consegnare il mobile in Toscana (altro imprevisto dovuto alle leggi sul contenimento del virus). 
Dopo un lavoro di stuccatura piuttosto importante e dopo aver sostituito le zampe a cipolla completamente tarlate e la base interna tutta marcia ho proceduto con la scartatura con levigatrice a nastro e carta 180, una mano di primer e a seguire due mani in gradazione dal Byzantine all'Antique torquaise. Applicazione del fregio centrale con stampi IOD  e poi tutto pronto per 2 mani di Think red. 
Decapatura con carta vetrata sui bordi e dry brush con varie tonalità di blu; per finire ulteriori applicazioni di fregi sulla chiusura e sulla banda superiore questa volta con effetto ruggine. Cera trasparente stesa abbondantemente e lucidatura finale. Per l'interno sono stati preparati due ripiani in abete e fissato un palo robusto per le grucce; il tutto rivestito con carta  che riprende il tema dei gigli di Firenze. E' il primo lavoro in cui ho usato colori così vividi e forti ma nel contesto della casa che è andato ad abitare è perfetto e poi dovevo mettermi alla prova con questo abbinamento. 
Devo essere sincera: voglio fare altre esperienze di questo tipo perchè l'approccio, le tecniche e i risultati sono completamente diversi da quelli che ho usato finora e in futuro voglio ottenere risultati migliori e più soddisfacenti. 


martedì 28 luglio 2020

Prove tecniche di blending

Una tecnica che mi fa letteralmente impazzire è il blending. Mi fanno impazzire certi lavori che si vedono online perchè con il blending/sfumato si ottengono degli effetti davvero eccezionali, specialmente se si usano colori a contrasto e mi fa impazzire perchè  non riesco mai a ottenere nemmeno lontanamente i risultati che sogno. Dopo un primo tentativo (alla fine nemmeno troppo orribile) fatto la scorsa estate con questo mobiletto oggi ho provato nuovamente la decorazione con l'effetto sfumato. Più facile del precedente tentativo perchè invece che su 3 colori a contrasto ho lavorato solo su due: il Coton di Mon Rever (quindi un color seta grezza) e su un avanzo di smalto per esterni color fucsia. Visto il caldo di questi giorni e la mia perenne insoddisfazione, per cui provo una cosa 10,15,20 volte mi è venuta l'idea di provare un ritardante di asciugatura (il Glaze di Autentico) e devo dire che forse proprio questo mi ha aiutato a ottenere un passabile risultato di blending. La vecchia cassetta da frutta in legno adesso si abbina perfettamente al pallet che utilizziamo per le erbe aromatiche in terrazzo e come ulteriore decorazione ho  fatto ricorso ai timbri IOD e a uno stencil materico fatto con Terrapieno di Autentico e colorato con Dark Smoke di Mon Rever.