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mercoledì 6 luglio 2022

Andata e ritorno dalla Provenza in un giorno

E’ risaputo ormai…i post di IG mi stanno troppo stretti! Una logorroica virtuale e  fotografa maniaco-compulsiva come me non possono andare d’accordo con gli spazi e i tempi dei social. D’altronde sono una vecchia boomer e sono affezionata ai “vecchi” canali come blog e facebook, dove si possono caricare mari di informazioni e immagini. Ma solo a me danno fastidio i reel di IG dove non si fa in tempo a prendere nota dei consigli “segreti” che gli influencer del giorno ci mettono a disposizione? Io sono per lo slow social….mi metto qui sul divano, una colonna sonora chillout e per un’ora abbondante mi dedico a scegliere le foto e a stilare un post bello lungo e anche noioso solo per voi!! Nel post di oggi vi voglio svelare un segreto….come andare e tornare dalla Provenza in un solo giorno!!! Sono anni che purtroppo non posso andare in quella che, sono sicura, è stata la mia terra in qualche vita passata: la Francia! E mi mancano quei paesaggi …..non so quanto!!! Così, se io non posso andare fino ai campi di lavanda fiorita dell’ 'abbazia di Sénanque, ho deciso di cercare un angolo di Provenza in Emilia e mi sono messa alla ricerca delle fioriture in regione; ho scoperto con sorpresa che nella nostra regione ce ne sono un sacco: da Piacenza e Reggio Emilia fino a sconfinare in Romagna in provincia di Ferrare. Io ho scelto la comodità di una gita fuori porta a 40 km da casa: L’Azienda Agricola Val di Pozzo in località Madonna di Rodiano. Siamo sul crinale appenninico tra Tolè e Savigno e nel mio caso si può raggiungere in 20 minuti dal fondo valle del Reno percorrendo le strade che da Vergato salgono verso Castel d’Aiano e Tolè. La piccola azienda agricola ci accoglie con la passione del padrone di casa, il Sig. Vittorio Monzoni che per i suoi ospiti non lesina insegnamenti, segreti e utilizzi della sua lavanda officinalis. Proprio grazie a Vittorio ho scoperto la differenza tra la lavanda officinalis, lavanda ibrida e il comune lavandino (il meno prezioso ma sicuramente il più scenografico, colorato e pittoresco delle erbe coltivate da Vittorio). La lavanda officinalis, già usata dagli antichi romani….ca va sans dire….deve il suo nome proprio all’uso che essi ne facevano e deriva dal latino del verbo "lavare" (lavandum = che deve essere lavato/disinfettato) per ricordare che era molto utilizzata nell'antichità per detergere il corpo. Potrei scrivere per ore e spiegarvi tutte le preziose proprietà della lavanda, raccontarvi delle differenza tra le varie specie e di come sia importante cercare di portare in Appennino la coltivazione di un’erba così forte, autonoma e robusta ma preferisco che lo scopriate dalle parole di Vittorio che con passione e amore vi racconterà meglio di me tutti i segreti della sua lavanda. La sua azienda non è lontana da Bologna e davvero vi sembrerà di andare e tornare dalla Provenza in un solo giorno! E poi nelle vicinanza ci sono altri posti magici da visitare…ma questo sarà il tema di un altro post e non voglio anticiparvi nulla. Per il momento godiamoci lo spettacolo dell'ultima fioritura di giugno 2022!





































martedì 19 ottobre 2021

VIAGGI DI RITORNO - VOTIGNO

Quando Instagram e Facebook mi stanno stretti ritorno qua: al mio giardino segreto, come lo chiamo io, un luogo virtuale dell’anima dove posso sfogare la mia necessità di scrivere e condividere immagini come gli altri social non mi permettono di fare e così eccomi a ricordare il mio passaggio a Votigno di Canossa.

Ci sono posti che non avevi mai visitato nè mai vissuto ma che una volta raggiunti ti fanno sentire a casa, come se finalmente fossi ritornato al tuo porto sicuro: Votigno l'ho sentito così. Erano anni che inseguivo il sogno di conoscere e visitare la Casa del Tibet (così è conosciuto da tutti il piccolo borgo emiliano).

Il mio corso di tappezzeria a Parma – di cui vi parlerò prestissimo – è stata la scusa per andare appositamente fino a Votigno e vedere finalmente con i miei occhi il famoso borgo dalle atmosfere mistiche. Le aspettative sono state ampiamente ripagate, complice la domenica soleggiata di inizio ottobre e il mio umore alle stelle per l’esperienza fortunata appena vissuta. Siamo “approdati” al borgo medievale nel primissimo pomeriggio e una musica dolcissima ci ha accolti dai primi passi nel borgo. Ammetto che la strada per arrivare non è facile né adatta a qualsiasi mezzo e questo aspetto l’ho letto come una piccola prova per arrivare alla “meta”. Da qui però tutto è stato perfetto: il borgo semi deserto, la musica ipnotica che si diffondeva nell’aria tersa e pulita, il fotografo e il pittore che attendavano i visitatori presso la mostra installata negli edifici del borgo, l’acqua che gorgogliava nelle fontane, tutto era pace, armonia e luce.














Per chi non avesse mai sentito parlare prima di Votigno vi dico che dal 1999, racchiude tra le sue mura “La Casa del Tibet”, voluta dal reggiano Stefano Dallari e inaugurata dal Dalai Lama. Si tratta di una struttura unica in Italia, e addirittura la prima in Europa, dove i monaci e altri appassionati possono pregare, seguire convegni e immergersi anima e corpo nella cultura tibetana. Una volta entrati a Votigno, infatti, tra case in mura di pietra e una piazzetta, si possono notare le statue del Buddha oltre ad altri simboli legati alla cultura e religione tibetana disseminati in tutto il borgo. Passeggiare qui sarà una vera esperienza mistica e per chi vuole, la domenica pomeriggio, è possibile anche visitare il museo in cui sono custoditi costumi, fotografie e altri preziosi oggetti che possono aiutare meglio a comprendere la religione buddista e la vita in Tibet. (fonte www.siviaggia.it).









Oltre a Votigno nelle immediate vicinanze si trovano i resti del castello di Matilde e la Pietra di Bismantova che sono gioielli del nostro patrimonio sicuramente più conosciuti e che mi sono ripromessa di conoscere meglio.