Nell’attesa di finire un mobiletto per il bagno levo mi sono dedicata a un piccolo lavoretto che ho fatto a tempo perso; niente di eclatante ma forse a qualcuno può servire visto
che ho lavorato su un oggetto e su un materiale un po’ inusuale: la ceramica. La cosa
più difficile è stato preparare la base in modo che la vernice aggrappasse
bene: non avevo aggrappante in casa ma volevo proprio metterci le mani e quindi
per saltare questo passaggio ho lavorato di carta vetrata e ho abraso più possibile
la superficie. Naturalmente non sono
riuscita a passare in tutti i punti e infatti a fine lavoro quando ho
passato la cera un po’ di colore è comunque saltato via ma nel complesso ho
ottenuto il risultato che volevo. Dopo l’abrasione a mano ho protetto il fondo
del cielo (perché era l’unica cosa che mi piaceva) con lo scotch carta e poi ho cominciato a passare
la chalk (Vintage paint french beige);
ci sono volute circa 3 mani date con vari pennelli da acquarello (dal numero 3
per i particolari più piccoli al numero 8 per le zone più ampie).
Dopo un paio
di giorni ho passato la cera taupe di Autentico con un vecchio pennellino da
trucco, togliendo con un cotton fioc la cera che debordava fuori dalla zona
passata a chalk. Tutto qua…. Un piccolissimo recupero ma d’effetto!venerdì 2 agosto 2019
mercoledì 3 aprile 2019
da brutto anatroccolo a cigno
Finalmente tengo fede a una promessa fatta ormai da settimane! Presa dall’entusiasmo dei corsi che ho frequentato, avevo in mente di scrivere subito qualcosa al riguardo, ma poi, come al solito è passato il tempo e il post è rimasto nella mia mente. Nel frattempo il mobiletto di cui volevo scrivere è stato decorato, sistemato in casa, fotografato, pubblicato su vari gruppi Facebook e poi anche venduto e consegnato al nuovo proprietario! Un po’ mi è dispiaciuto salutarlo ma, mi fa piacere pensare che andrà ad arricchire un angolo di casa di qualcuno che ha apprezzato il mio lavoro.
Il comodino era il classico brutto anatroccolo, senza valore e senza fascino. Il senza valore per me è importante perché, per potermi divertire con colori e pennelli, devo essere sicura di non rovinare un pezzo pregiato e questo di pregiato non aveva proprio nulla: non era nemmeno di legno pieno, ma solo con una leggera impallacciatura di pessima qualità. Via libera quindi ai pastrocchi di colore. Il mobile aveva una vecchia base azzurra fatta con la chalk paint casalinga. Sopra al colore di base ho passato sui profili e sulle gambe il Vintage brown, su questa prima mano ho passato la “saponetta” di paraffina e poi con il French beige e la polvere strutturante mischiati insieme e passati a spatola su tutto il mobile, ho creato l’effetto materico. Ad asciugatura completa ho passato una leggera mano di carta abrasiva 220 per far riafforare il primo colore. Lo stesso colore è stato usato per i due stencil di decorazione: uno floreale sugli sportelli e uno calligrafico sul ripiano.
Per proteggere il lavoro e completare l’effetto vintage un abbondante mano di cera marrone chiara e per terminare la trasformazione ho cambiato le manigliette anonime con due pomelli in cristallo di Zara home. Per il piano ho fatto tagliare un vetro di misura e ora il brutto anatroccolo è diventato un bellissimo cigno.
Ma siccome ogni magia ha bisogno della sua fata madrina, io mi sono fatta aiutare dalla bacchetta magica di Nunzia Lucci de “L’Atelier dello Shabby” di Prato e dai suoi fantastici prodotti Vintage paint.
mercoledì 16 gennaio 2019
E' già Primavera!
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| (Fonte Pinterest) |
Si lo ammetto… sto esagerando! Siamo in pieno Inverno, le
previsioni del tempo dicono che tra qualche giorno nevicherà ma non c’è niente
da fare: io la mattina quando mi chiudo la porta alle spalle per andare al
lavoro sento un inequivocabile profumo di Primavera. Forse sto confondendo la
Primavera che ho dentro con quella
esterna? Perché dentro mi si agita proprio un’aria nuova, di rinnovamento,
anzi, di rinascita! Ed ecco perché in tutto questo tumulto di cose nuove, di
progetti e idee alla fine ho sentito il bisogno di finire qui dentro. Sono
venuta ad aprire le finestre della Maison. Sono state chiuse troppo tempo e
sono venuta a dare aria nuova, a fare entrare luce dove c’è stato il buio, ho
riacceso il fuoco spento e spero di far rivivere questo angolino tutto mio che
mi ha fatto compagnia in un momento difficile della mia vita in cui, per forze maggiori, dovevo stare rinchiusa e inattiva. Sapevo che finito il periodo sfortunato e
ripresa la solita routine avrei tralasciato di appartarmi qui dentro, troppo
presa dalla quotidianità e dal solito tran tran e conoscendo la mia pigrizia e la poca volontà mi sarei stancata di curare queste stanze. Ma ora c’è un’aria
frizzante che preme per entrare a portare freschezza e novità e quindi spero di
resistere alla stanchezza della sera, alla fretta delle giornate senza fine e
riprendere questa bella abitudine di coltivare queste pagine.
Arriveranno novità, progetti e proposte nuove, colorate e divertenti e la
Maison sarà di nuovo aperta e ricca di idee come quando ho iniziato questa
avventura. Quindi stay tuned e a presto!
lunedì 27 novembre 2017
APPRENDISTA STREGHETTA
Dopo mesi e mesi di abbandono finalmente rispolvero il mio piccolo blogghino, ma per ricominciare a divertirmi qua dentro avevo bisogno di dare un'aria nuova alla Maison; in effetti tante volte ho rinunciato a postare cose nuove anche perchè come si presentava il blog proprio non mi piaceva più. Lo so che il contenuto dovrebbe essere più importante della forma ma in un blog l'apparenza conta eccome e infatti quel template poco bello non mi invogliava per niente a scrivere e postare foto o altro. Ci ho messo un sacco a trovare il template giusto, ore di ricerche su siti TUTTI in inglese e in cui non capivo una mazza ma finalmente ho trovato quello che cercavo....e qui sono cominciati i problemi perchè naturalmente c'era bisogno di qualche modifica, ma io che sono un'informatica autodidatta il linguaggio XLM proprio non mastico. Per fortuna è venuta in mio soccorso una fatina-telematica e in pochissimo tempo e dispendio di neuroni mi ha spalancato le porte dell'informatica! Oddio non esageriamo...diciamo che ho imparato a fare quelle 2 o 3 cose che prima nemmeno immaginavo di poter fare. C'è rimasta solo un'ultima cosa che vorrei modificare ma, tempo al tempo, proverò a sperimentare anche quest'altra magia "computeristica". Per ora sono molto soddisfatta dei miei progressi in campo informatico e sopratutto di come adesso si presenta il mio blogghino: tutto nuovo, lindo e ordinato!
mercoledì 5 aprile 2017
la luce perfetta
Siamo alla ricerca di qualche idea per le luci della nuova taverna e così ecco che di nuovo mi perdo nell'infinito mondo di Pinterest e archivio idee su idee che poi chissà a quale risultato porteranno! Infatti come al solito parto con le idee chiare e poi finisco invece per confondermi! Le parole chiave in partenza erano "shabby" e "country" (che caso eh?) ma poi come spesso accade su Pinterest, una "ciliegina tira l'altra" e sono finita a pinnare articoli industrial e loft. Un pò perchè ultimamente sono molto affascinata da questa nuova corrente e poi perchè in fondo un elemento di disturbo in una stanza con uno stile marcatamente shabby non fa male. Il total white ormai è abbastanza inflazionato e invece vorrei trovare nuove ispirazioni e nuovi colori pur restando di fondo su toni chiari e pastello.
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Alla fine credo di aver trovato il giusto compromesso tra un oggetto prettamente shabby e classico e un prodotto innovativo e diverso dal solito come lo sono i nuovi prodotti industrial.
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Non ho ancora finito
di cercare e
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scoprire cose nuove, ma forse sono vicina alla soluzione del dilemma e credo di aver scovato il giusto compromesso tra uno shabby classico ormai visto e rivisto e un industrial che ancora non mi convince del tutto. Una linea pulita come quella delle nuove tendenze industrial/loft ma con i colori delicati del vecchio e caro shabby! L'ultimo esempio mi sembra la giusta via di mezzo tra i due estremi e la fonte d'ispirazione è il sempre bellissimo negozio on line di Maison du Monde.
mercoledì 8 febbraio 2017
Hygge e la ricerca della felicità
HYGGE: sono incappata per caso in questa parola strana e sconosciuta che mi ha subito incuriosito e da qualche giorno sto leggendo qua e là articoli e post su cosa è e cosa vuol dire "hygge". Intanto ho capito che non c'è traduzione letterale a questo termine che risale ai primi scritti in lingua danese della fine del XVIII secolo. Da allora lo spirito hygge pervade tutto lo stile di vita dei popoli del Nord (in primis danesi e norvegesi) fino ad arrivare ai nostri giorni in cui i sondaggisti hanno più volte definito il popolo danese come il più felice del mondo. Forse allora ci converrà fidarci e raccogliere qualche consiglio sullo "star bene"; consigli che poi alla fin fine sono elementari e comuni a tutti i popoli ma forse ultimamente ai più è sfuggita di mano la volontà di rendere ogni giorno un pò più sereno e meno stressante. Per voler essere un po’ più precisi e scendere nel dettaglio hygge è tutto quello che ci fa stare bene: una cena tra pochi amici è hygge, guardare la tua serie tv preferita accoccolati tutti insieme sul divano è hygge, una pausa con un buon libro e una tisana calda e hygge, ascoltare musica soft alla luce di tante candele facendo un bagno caldo nella vasca è hygge.
Sull’entusiasmo
delle mie ultime letture, oggi ho fatto l'esperimento di rendere
"hygge" il mio rientro a casa. Certo, il clima grigetto e umidiccio
della stagione ha aiutato a ritrovare nel calore di casa un senso di
appagamento e di conforto e così con pochissimi elementi mi sono ritagliata una
parentisi hyggissima tutta per me! Così ho scartato il mio giornale preferito
appena arrivato per posta, ho scaldato una tortina fragrante e con la
centrifuga mi sono preparata una spremuta profumata e fresca; a questo punto è
bastata la fiammella di una candelina e la musica giusta. In poco meno di
mezz’ora ho ricaricato le batterie e la giornata è diventata subito più
rilassata e piacevole.
Lettura Hygge: il nuovo numero di ELLE.
Musica
Hygge: playlist spotify “Don’t panic” by PopSugar.
mercoledì 30 novembre 2016
5 +1 COSE CURIOSE SUL GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO
Oggi mi è scappato un post più lungo del solito ma sono
sempre stata affascinata da questa festa e leggendo qua e là ho scoperto un
sacco di notizie interessanti sul Giorno del Ringraziamento che non voglio più
scordare. Cos’è il Giorno del Ringraziamento? Walt Hickey, un giornalista
americano, lo definisce un comodo sistema per riconoscere i canadesi che si
nascondono tra i veri cittadini americani!
1) IL T-DAY -
Praticamente a un mese dal Natale si celebra quella che in America è la festa
più sentita e che onora i sentimenti di unità familiare e non. Ogni anno cade
in un giorno diverso del calendario (un po’ come da noi per l’ultimo giorno di
Carnevale) e si festeggia il quarto giovedì di novembre che quest’anno è il 24.
2) LE ORIGINI - Leggenda vuole che la
nascita del Thanksgiving’s Day risalga
al 1620 quando i primi coloni, salpando
da Plymouth, in Inghilterra, sbarcarono
nel Nuovo Mondo nei pressi di Cape Cod (precisamente in un luogo
chiamato Roccia di Plymouth…Che coincidenza!). Lasciarono la patria per
sfuggire alla persecuzione causata delle
loro idee religiose integraliste ma giunti in un territorio sconosciuto e
ostile, si salvarono solo grazie
all’aiuto dei nativi americani che impartirono loro i rudimenti per ottenere il
primo raccolto decente, a base di granturco, e per allevare tacchini. Per rendere grazie a Dio del successo
ottenuto e per ringraziare i nativi degli insegnamenti ricevuti organizzarono
una festa di ringraziamento (thanksgiving). Questa vicenda, tra storia e leggenda, è stata tramandata come la prima giornata di
Ringraziamento, che vedeva l’unione dei coloni con la popolazione nativa
americana, finalmente seduti alla stessa tavola.
avvenne però nel 1862 quando
il presidente Abramo Lincoln proclamò il
quarto giovedì di novembre come festività nazionale americana, su
suggerimento della scrittrice ed editrice giornalistica
Sarah Josepha Hal, fautrice della festa intesa come cerimonia che avrebbe
rafforzato lo spirito di unione del paese in un periodo tragico come la Guerra di Secessione.
4) IL BLACK FRIDAY - Dopo un intero giorno
di festeggiamenti con parenti e amici in
casa o in campagna e al mare ( a seconda della latitudine in cui ci si trova) ci si merita una
giornata di shopping sfrenato ed ecco com’è nata la giornata
del Black Friday, usanza che da pochi anni è sbarcata anche nel
vecchio continente e che apre ufficialmente la corsa ai regali di Natale. I negozi sono aperti
fin dalle prime luci dell’alba e la giornata promette
affari d’oro per chi ha il coraggio e la
pazienza di affrontare le interminabili code in auto e in negozio.
5) IL TACCHINO -
Essendo una festa conviviale il centro di tutti i festeggiamenti è la tavola
imbandita e per tradizione il piatto forte è il tacchino ripieno ma i tacchini
non erano sul menù del primo pasto del Ringraziamento. In realtà, cervi, mais,
merluzzi, e altri pesci furono tra i piatti serviti nel 1621. Anche l’ usanza
del tacchino fu introdotta ai tempi di Abramo Lincoln e Sarah Josepha Hale. Una
piccola curiosità: Benjamin Franklin voleva che il tacchino fosse l’uccello
ufficiale degli Stati Uniti, pensando fosse più americano dell’aquila e “più
rispettabile”. Altra particolarità: ogni anno il Presidente degli USA, durante
un evento in diretta televisiva concede la “grazia” a due tacchini. Dopo la
cerimonia nel Rose Garden, gli animali trascorreranno il resto della loro vita
nel 'Gobblers Rest', una sorta di casa
di riposo nella Virginia Tech University.
6) IL MENU’ - E
sempre a proposito di tavole imbandite parliamo dei cibi che non devono mancare
sulla tavola del T-Day. In accompagnamento al tacchino si serve la cranberry
sauce (salsa al mirtillo rosso), preparata facendo bollire i saporiti frutti
con lo zucchero oppure il mashed potatoes, il purè di patate aromatizzato
all’aglio. Negli Stati del Sud è irrinunciabile il tradizionale corn bread
(pane al mais), mentre sulla costa della Florida si serve sempre il mac and cheese, versione
americana della nostra pasta al forno in cui il parmigiano reggiano cede il
posto al formaggio cheddar. E per finire in dolcezza il dessert che non deve
mai mancare è la torta alla zucca, la pumpkin pie, con varianti da costa a
costa che vedono come alternativa la torta di mele (New York) o la torta di
patate dolci (nel Sud) o la torta alle ciliegie (nella West Coast).
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