venerdì 3 aprile 2020

Cuscino cervicale con noccioli di ciliegia


In questi lunghi giorni a casa ho riscoperto il cucito e grazie al tempo che ora non manca mai posso permettermi di fare qualche lavoretto in programma da mesi e per cui non mi prendevo mai una giornata libera. Oggi ho fabbricato un cuscino cervicale con noccioli di ciliegia e anche se i tutorial in rete non mancano ne ho fatto uno anche io per voi. A cosa serve un cuscino di noccioli di ciliegia? Il cuscino di noccioli di ciliegia è un vecchio rimedio svizzero chiamato anche bouilotte ovvero “borsa dell’acqua calda a secco” che può essere riscaldato e poi appoggiato sulla parte del collo dolorante in caso di cervicale o anche solo per riscaldarci nelle serate invernali. Il cuscino con i noccioli di ciliegia non si raffredda velocemente, al contrario della borsa dell’acqua calda, e grazie alla camera d’aria naturale presente all’interno dei noccioli rilascia il calore secco gradualmente.  Basterà scaldarlo nel microonde per circa 2-3 minuti e avrete caldo assicurato per un bel po’ di tempo!

Cose serve:
Materiale occorrente:
Scampolo di ciniglia in microfibra leggera (in mancanza va benissimo anche un semplice scampolo di cotone però piuttosto pesante); Macchina da cucire; Filo per cucire; Forbici; Spilli; Noccioli di ciliegia (q.b. per riempire il cuscino); Il cartamodello (non avendo tantissimi noccioli io ho accorciato le punte di circa 2,5cm). 
La preparazione dei noccioli
Se vi procurate i noccioli voi stessi, abbiate cura di pulirli e seccarli per bene. Strofinateli bene in acqua fredda con una spugna ruvida o una paglietta per eliminare i residui di polpa di ciliegia. Poi tuffateli in una pentola di acqua bollente con 1 cucchiaio di bicarbonato mescolando di tanto in tanto e fate sterilizzare per 15 minuti circa. Risciacquate i noccioli in acqua fredda e strofinateli bene (non deve assolutamente rimanere della polpa attaccata) poi seccateli nel forno disponeteli sulla teglia per  10 minuti. Devono avere un leggero colore ambrato. Conservateli in un recipiente di vetro.
La creazione del cuscino
Ricavate due pezzi di stoffa dal cartamodello allegato e mettete dritto contro dritto, fermate con gli spilli e cucite con punti stretti partendo dalla parte interna e continuando fino a circa 10/12 cm. dal punto di partenza. Rivoltate il cuscino al diritto e riempitelo con i noccioli evitando di metterne troppi: deve risultare morbido e non troppo pieno. Finite di chiudere il cuscino con piccoli punti stretti dal diritto. E il vostro cuscino è già pronto! Pronto per essere riscaldato nel microonde, nel forno tradizionale o su un radiatore: vi darà conforto e calore per molto tempo.



   

mercoledì 26 febbraio 2020

Corner craft - Parte 2

Piano piano il progetto della craft room si sta ampliando e prende sempre campo, anche se ormai lo spazio a disposizione è finito e quindi mi sa che questo sarà l'ultimo capitolo.
L'angolo craft si è ampliato e ora occupa anche l'ultima parete libera della stanza. Su due assi di abete grezzo ho passato due mani di olio Autentico grandiose smoked a distanza di 24 ore l'una dall'altra.



Subito dopo la stesura ho atteso qualche minuto e con un panno ho tolto l'eccesso e uniformato la superficie. A completa asciugatura delle due mani ho effettuato lo stencil con cera metallica “Sparkling Copper-Rame Brillante”. Le mascherine degli stencil le avevo fatte tantissimi anni fa per una tenda che richiama l
'antica stampa a ruggine romagnola e che ho voluto riproporre su questa scaffalatura; la cera color rame è perfetta per questa imitazione e l'effetto finale è proprio quello che avevo in mente. 




Ormai la lavanderia/guardaroba è sempre meno lavanderia e sempre più laboratorio/atelier....quasi un piccolo opificio!


mercoledì 22 gennaio 2020

Piccoli traguardi

Ma succede anche a voi che quando state per iniziare un lavoro (o anche quando lo prendete in mano per la 2°...3°...4° volta) finisce che perdete più tempo a cercare di radunare tutto quello che vi serve e magari ci mettete più tempo a preparare tutto che a finire il lavoro? Magari quel giorno lì siete riuscite a ritagliarvi ben due ore libere (ma quando mai?!) e non vedete l'ora di continuare il vostro progetto e invece ci mettete 1 ora a trovare tutto e vi resta solo 1 ora di tempo per produrre davvero un qualche minimo risultato e magari nel frattempo vi siete anche innervosite per il tempo perso? Ecco...a me questo succedeva sistematicamente! Ma ora finalmente è arrivata la svolta! Il primo progetto-traguardo del 2020 è stato organizzare una sorta di craft room (diciamo piuttosto un craft corner) e tenere tutto il materiale radunato insieme in un unico posto dedicato solo e unicamente a questo scopo. 

Ovviamente immaginavo che la comodità sarebbe stata tanta ma non immaginavo davvero così tanto. Mi sono divertita a progettare la mia postazione creativa e mi sono divertita a sistemare tutte le mie cosine, i materiali, le risorse e le 100 cose sparse finora per tutta casa in scatole varie, mensole inarrivabili e angoli nascosti. Ma sicuramente la cosa più soddisfacente è capitata oggi quando ho preso in mano un piccolo lavoretto, mi avrebbe richiesto solo un paio d'ore non di più e tanto ci ho messo, perchè sono scesa a cercare il materiale e...ho trovato tutto in 2 minuti! Tutto il resto del tempo è stato lavoro sul pezzo! In fondo lo spazio che serve per ritagliarsi un angolo organizzato è davvero minimo; la mia scaffalatura misura appena 1,10cm per 1,80cm eppure ci sta veramente tutto quello che serve ....ed è anche bella da vedere! Insomma il 2020 è iniziato con la realizzazione di un piccolo progetto e il raggiungimento di un obiettivo rincorso per anni e adesso con l'entusiasmo che si raccoglie sempre dopo un successo, non vedo l'ora di attraversare altri traguardi: primo fra tutti il mio percorso di formatrice per un noto marchio di vernici chalk: il mio primo corso per Autentico Paint sulla piazza di Bologna!

lunedì 28 ottobre 2019

La tavoligia

Non saprei come altro chiamarti! Una volta era una valigia e chissà quante avventure potrebbe raccontare e ora si riposa ai piedi del mio letto appoggiata su quattro belle gambe di recupero. Una vecchia valigia di cartone verde e beige che ha sicuramente più anni di me e che avrà viaggiato su vecchi treni scricchiolanti o in corriere arrugginite su strade sterrate; ma poi ha finito i suoi giorni dimenticata in una casa disabitata in 






cui l’ho scovata sotto a uno strato di polvere e calcinacci. Per questa valigia ho avuto subito una sacco aspettative, già me la vedevo in una veste particolare e infatti con quattro zampette avanzate dall’ultimo lavoro estivo ho reinventato l’uso di questo oggetto. L’occasione per rinnovarla è arrivata grazie a uno dei corsi che seguo appena posso e in cui imparo sempre un sacco di cose nuove ma soprattutto conosco gente nuove, donne fantastiche e uniche che sento di conoscere da subito perché ci accomuna la stessa passione e la stessa curiosità. La valigia ha preso vita grazie a due mani di Poetic di Autentico Paint ma soprattutto grazie all’anticatura a cera di un bel colore marrone scuro; ma non bastava così. Il pezzo era ancora piatto e banale e con Samuela, la mia super coach, abbiamo iniziato a studiarla e osservarla da tutte le angolazioni per capire cosa ancora mancava…e Samuela ha avuto il lampo di genio! Effetto ruggine sulle parti metalliche e così la tavoligia ha finalmente preso una personalità particolare e originale.
Adesso al bordo del letto ha davvero cambiato l’aspetto delle stanza e tutto è molto più intimo e accogliente….mi resta solo la curiosità di sapere dove e come percorreva il modo la mia vecchia valigia, anzi tavoligia.








sabato 24 agosto 2019

Dal rosa antico al grigio antracite


Oggi prima giornata di fine estate: piove e in cielo i tuoni rompono il silenzio. Non c’è altro da fare che stare in casa a scrivere al pc Ne approfitto anche per lasciare un post sul blog che in queste settimane ho trascurato per godermi l’aria aperta. L’ultimo lavoro è il recupero di quella che in origine era una coppia di comodini rifiniti con una non meglio definita vernice metallica. Per toglierla ho penato un sacco e ci sono voluti ben 4 lavaggi con acqua calda, ammoniaca e bicarbonato. Dopo di ché sono state tolte le gambe a uno dei due comodini e sono stati incollati uno sull’altro per formare un unico mobiletto da bagno. Ho passato una prima mano di Vintage Rose VP e poi ho iniziato a provare la tecnica del brushed (o blending che dir si voglia): tentativo fallito miseramente! Non so se per colpa del tipo di prodotto – forse servono altri tipi di vernici rispetto alle chalk - o solo per una questione di colori - forse il French Grey VP non si adatta al blending, l’effetto era quello di acqua sporca sul colore chiaro di fondo. Comunque ho dovuto ripiegare su una tecnica diversa: la sfumatura tra 3 colori di base (il rosa antico, viola/lilla e un grigio) più 2 gradazioni intermedie che ho creato miscelando i 3 colori principali. 
La tecnica della sfumatura mi è costata quattro giorni di lavoro! Anche se dopo due giorni avrei potuto smettere di cercare la sfumatura “perfetta” perché più sfumavo e meno ero convinta del risultato; così ho passato almeno un paio di giorni a ripassare colore su colore fino a che non mi sono arresa ad accettare il risultato! Per finire ho applicato lo stencil calligrafico sul piano (che come sempre arricchisce molto il lavoro ma che ogni volta mi fa perdere la pazienza per quanto è difficile da stendere) e vari fregi in resina fatti da me. Ultimo passaggio con le cere: grazie alle cere anche le sfumature hanno preso un senso più definito: cera neutra per sigillare e poi cera talpa e cera bianca fatta da me per sfumare e patinare. E finalmente è finito! Molta fatica ma risultato soddisfacente per fortuna! Devo ringraziare Barbara per l’idea dei comodini accoppiati, Lorena per i video sulle sfumature e sullo studio del colore e Elisa per l’applicazione delle cere; senza i loro consigli non sarei riuscita ad ottenere questo risultato.





venerdì 2 agosto 2019

Nuova vita alla ceramica


Nell’attesa di finire un mobiletto per il bagno levo mi sono dedicata a  un piccolo lavoretto che ho fatto a tempo perso; niente di eclatante ma forse a qualcuno può servire visto che ho lavorato su un oggetto e su un materiale un po’ inusuale: la ceramica. La cosa più difficile è stato preparare la base in modo che la vernice aggrappasse bene: non avevo aggrappante in casa ma volevo proprio metterci le mani e quindi per saltare questo passaggio ho lavorato di carta vetrata e ho abraso più possibile la superficie. Naturalmente non sono  riuscita a passare in tutti i punti e infatti a fine lavoro quando ho passato la cera un po’ di colore è comunque saltato via ma nel complesso ho ottenuto il risultato che volevo. Dopo l’abrasione a mano ho protetto il fondo del cielo (perché era l’unica cosa che mi piaceva) con lo scotch carta e poi ho cominciato a passare la chalk (Vintage paint  french beige); ci sono volute circa 3 mani date con vari pennelli da acquarello (dal numero 3 per i particolari più piccoli al numero 8 per le zone più ampie).
Dopo un paio di giorni ho passato la cera taupe di Autentico con un vecchio pennellino da trucco, togliendo con un cotton fioc la cera che debordava fuori dalla zona passata a chalk. Tutto qua…. Un piccolissimo recupero ma d’effetto!

mercoledì 3 aprile 2019

da brutto anatroccolo a cigno


Finalmente tengo fede a una promessa fatta ormai da settimane! Presa dall’entusiasmo dei corsi che ho frequentato, avevo in mente di scrivere subito qualcosa al riguardo, ma poi, come al solito è passato il tempo e il post è rimasto nella mia mente. Nel frattempo il mobiletto di cui volevo scrivere è stato decorato, sistemato in casa, fotografato, pubblicato su vari gruppi Facebook e poi anche venduto e consegnato al nuovo proprietario! Un po’ mi è dispiaciuto salutarlo ma, mi fa piacere pensare che andrà ad arricchire un angolo di casa di qualcuno che ha  apprezzato il mio lavoro.
Il comodino era il classico brutto anatroccolo, senza valore e senza fascino. Il senza valore per me è importante perché, per potermi divertire con colori e pennelli, devo essere sicura di non rovinare un pezzo pregiato e questo di pregiato non aveva proprio nulla: non era nemmeno di legno pieno, ma solo con una leggera impallacciatura di pessima qualità. Via libera quindi ai pastrocchi di colore. Il mobile aveva una vecchia base azzurra fatta con la chalk paint casalinga. Sopra al colore di  base ho passato sui profili e sulle gambe il Vintage brown, su questa prima mano ho passato la “saponetta” di paraffina e  poi con il French beige e la polvere strutturante mischiati insieme e passati a spatola su tutto il mobile, ho creato l’effetto materico. Ad asciugatura completa ho passato una leggera mano di carta abrasiva 220 per far riafforare il primo colore. Lo stesso colore è stato usato per i due stencil di decorazione: uno floreale sugli sportelli e uno calligrafico sul ripiano. 
Per proteggere il lavoro e completare l’effetto vintage un abbondante mano di cera marrone chiara e per terminare la trasformazione ho cambiato le manigliette anonime con due pomelli in cristallo di Zara home. Per il piano ho fatto tagliare un vetro di misura e ora il brutto anatroccolo è diventato un bellissimo cigno. 
Ma siccome ogni magia ha bisogno della sua fata madrina, io mi sono fatta aiutare dalla bacchetta magica di Nunzia Lucci de “L’Atelier dello Shabby” di Prato e dai suoi fantastici prodotti Vintage paint.